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Sardegna: C’è uranio nelle ossa di un agnello nato con due teste nel 2003

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investiga Sardegna: C’è uranio nelle ossa di un agnello nato con due teste nel 2003

Messaggio Da Alaudae Mar 12 Apr - 20:24:15

Sardegna: C’è uranio nelle ossa di un agnello nato con due teste nel 2003 Deforme
Armi all’uranio sono state utilizzate tra Perdasdefogu e Quirra. La prova si troverebbe nelle ossa di un agnello nato con due teste. L’analisi effettuata da un laboratorio specializzato di Bologna ha dimostrato la presenza di uranio “non compatibile con quello naturale”. Materiale impoverito, cioè residuo dall’operazione di arricchimento del minerale radioattivo, oppure addirittura scorie di combustibile per le centrali atomiche. A dare la notizia è stato il professor Massimo Zucchetti, docente di impianti nucleari presso il Politecnico di Torino, nel corso di una trasmissione andata in onda sabato notte su Rai news 24. «Nei prossimi giorni – spiega il professor Zucchetti al telefono dalla Grecia – il laboratorio che ha eseguito le indagini sull’animale cresciuto a stretto contatto con il poligono militare sarà ancora più preciso sul rapporto tra gli isotopi presenti nei campioni e sulla quantità dell’uranio impoverito». LA SVOLTA Il rapporto verrà spedito al procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, che nell’ambito dell’inchiesta aperta sull’eventuale rapporto tra i pastori e gli ex militari ammalati di tumore e le attività svolte negli ultimi trent’anni all’interno del poligono, ha nominato proprio Zucchetti come consulente. La storia di quest’agnello è curiosa. Quando nel 2003 nacque in un ovile di Escalaplano, se ne parlò tantissimo in un paese segnato dalla nascita, tra il 1996 e il 1998, di quattordici bambini malformati. Nella zona la sensibilità sull’argomento era già elevata: dal 2001 il medico oncologo e sindaco di Villaputzu, Antonio Pili, lanciò l’allarme sull’alta incidenza dei tumori a Quirra, frazione a stretto contatto con le sperimentazioni belliche. LE ANALISI L’agnello con due teste, grazie al comitato anti-militarista “Gettiamo le Basi”, fece il giro dei laboratori più qualificati d’Italia. Arrivò sul tavolo del naturalista della Sapienza di Roma Mauro Cristaldi, nel laboratorio di Maria Antonietta Gatti esperta di nano particelle dell’Università di Modena, fu spedito anche al professor Zucchetti a Torino. La dottoressa Gatti trovò nano particelle cancerogene di metalli pesanti per forma e dimensione riconducibili alle guerre (simulate), ma non uranio. Si decise allora di dare l’incarico a un laboratorio di Bologna, «l’unico in Italia in grado di effettuare certe analisi particolarmente fini», spiega Massimo Zucchetti. Curiosamente dal 2003 a oggi nessuno ritirò mai quel referto. Il motivo? «Costava troppo», ammette il professor Zucchetti. Circa 2.800 euro. LA PROCURA La svolta quando del caso cominciò ad occuparsene la Procura di Lanusei. È stato il professor Zucchetti a suggerire al pm Domenico Fiordalisi il ritiro di quelle sofisticate analisi. Responso senza dubbi: nelle ossa di quell’agnello c’è uranio non naturale. In grado, secondo gli esperti, di modificare «la struttura elicoidale del dna, capace di creare danni ai figli degli animali che sono venuti in contatto con quella sostanza». Lo stesso uranio, come scritto in cinque sentenze emesse da tribunali italiani, è responsabile anche di leucemie e linfomi: «Che possa provocare tumori si studia nella prima lezione di ogni corso di fisica», dichiara Zucchetti. IL CONFRONTO «È una risposta molto importante dal punto di vista scientifico – commenta Zucchetti – perché un agnello che nasce con due teste in teoria poteva essere anche un mostro creato dalla natura, ma la presenza di uranio impoverito nelle sue ossa dà una spiegazione diversa alla malformazione». Giusto per togliere ogni dubbio, il laboratorio ha confrontato le sostanze rinvenute nelle ossa dell’agnello con due teste di Escalaplano con quelle di un agnello sempre malformato nato però in un’isola greca: in questo caso nessuna presenza di uranio, neppure naturale. «Quello greco era un agnello malformato per cause naturali», spiega il professor Zucchetti, «quello di Escalaplano no». Il risultato di queste indagini di laboratorio, in attesa dell’esame delle salme dei 19 pastori morti attorno al poligono tra il 1980 e oggi, è una svolta anche per l’inchiesta penale condotta dal procuratore di Lanusei. Ne è convinto anche il professor Zucchetti: «Da una parte i militari hanno sempre negato l’utilizzo a Perdasdefogu di armi all’uranio impoverito, dall’altra le ossa degli agnelli indicano l’esatto contrario». Malgrado tutte le smentite ufficiali, armi all’uranio sono state testate a Quirra. Probabilmente quando nessuno ne conosceva la pericolosità. PAOLO CARTA
L'Unione Sarda
http://www.express-news.it/scienza/salute-scienza/ce-uranio-nelle-ossa-di-un-agnello-nato-con-due-teste-nel-2003/

questo post a proposito delle basi militari in Sardegna, ma non sono riuscito a ritrovare l'argomento
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