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Iran: siamo sotto l'attacco del supervirus Stuxnet

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Attenzione Iran: siamo sotto l'attacco del supervirus Stuxnet

Messaggio Da Alaudae Dom 26 Set - 21:37:00

TEHERAN - Guerra cibernetica all'Iran o semplice diffusione di uno dei tanti virus informatici che ogni giorno colpiscono migliaia di computer nel mondo? I responsabili iraniani della sicurezza informatica hanno confermato che il "supervirus" Stuxnet ha colpito, nel paese, 30 mila elaboratori, ma che non ci sono conseguenze per il programma nucleare di Teheran, "anche se proseguono i controlli sui computer pesonali di membri dello staff della centrale di Bushehr. "Una squadra sta ispezionando diversi computer per rimuovere il virus", ha detto il responsabile della centrale, Mahmud Jafari, aggiungendo che "i sistemi principali dell'impianto non sono stati danneggiati".

L'ipotesi che Stuxnet sia nato espressamente per colpire il programma nucleare iraniano e che dietro il "supervirus" ci sia non un hacker, per quanto esperto, ma "uno Stato straniero che vuole distruggere l'Iran" è stata formulata da Mahmud Liayi, responsabile per la Tecnologia informatica al ministero dell'Industria: "Una guerra elettronica è stata lanciata contro di noi" , ha detto, confermando comunque la vasta diffusione del virus.

Il ministro dell'Industria, Reza Taqipur, ha però rassicurato il Paese: "Nessun serio danno è stato segnalato ai sistemi industriali iraniani". In ogni caso, l'Iran ha deciso di costituire una task force di pronto intervento per combattere "l'infezione informatica". Mahmud Liayi ha annunciato che è stato messo a punto un antivirus specifico che sarebbe in corso di distribuzione ad industrie e apparati governativi del Paese. Liayi ha anche invitato le industrie ad astenersi dall'utilizzare i software antivirus della Siemens perchè potrebbero essere in realtà portatori di nuove versioni di Stuxnet o di un meccanismo per renderlo ancora più potente.

"Ci aspettiamo che la vigilanza e la competenza degli esperti iraniani vanifichino la guerra cibernetica dei nemici", ha spiegato Zarean, vice capo dell'Organizzazione per l'Energia atomica iraniana, responsabile per la sicurezza, che ha anche negato la "contaminazione elettronica" delle istallazioni nucleari del Paese.

"Dato che usiamo anti-virus nei sistemi controllati dallo Stato, questo velenoso software è stato meno efficace. Non ha fatto nessun danno importante", ha spiegato il ministro delle telecomunicazioni, Reza Taghipour. Il ministro però ha ammesso che sistemi meno protetti sono rimasti infettati dal virus che si infiltra attraversa porte USB e che gli esperti hanno definito come "il programma più sorprendente e raffinato che mai sia stato inventato". "Tecnici specializzati hanno cominciato a ripulire i sistemi informatici industriali e sono stati messi in allerta nel caso la minaccia diventi più seria", ha concluso.

Stuxnet, apparso per la prima volta in giugno, attacca in particolare programmi per l'automazione industriale prodotti dalla Siemens, utilizzati tra l'altro nelle piattaforme petrolifere, negli oleodotti e nelle centrali elettriche e molto diffusi in Iran. Pur essendo stata segnalata anche in Pakistan, India e Indonesia, la presenza del virus, che sarebbe in grado di provocare anche danni materiali agli impianti, appare più diffusa nella Repubblica islamica.

Questa circostanza e l'estrema complessità del virus ha indotto alcuni esperti occidentali ad ipotizzare che Stuxnet sia stato elaborato non da un normale hacker ma da uno Stato con l'intento di prendere di mira installazioni in Iran, forse anche quelle atomiche. La Siemens ha tuttavia negato di avere venduto all'Iran sistemi da utilizzare nei suoi impianti nucleari.

I ricercatori che finora lo hanno analizzato, ritengono che questo worm sia stato prodotto con grandissime risorse finanziarie, e quindi sia opera di professionisti ingaggiati da qualche governo. Di più, sarebbe il primo ad essere stato concepito per colpire infrastrutture reali, come centrali elettriche, impianti idrici o aree industriali. Segnalato la prima volta a metà giugno da una piccola società di sicurezza in Bielorussia, Stuxnet ha guadagnato popolarità un mese dopo quando Microsoft ha confermato che il worm mirava attivamente ai pc Windows che gestivano sistemi di controllo su larga scala in aziende manifatturiere e utility. Da qui l'ipotesi iniziale che si trattasse di un caso di spionaggio industriale

In passato, sulla stampa americana era però circolata la notizia che l'amministrazione di Washington aveva allo studio programmi di boicottaggio per rallentare o fermare il programma nucleare di Teheran, anche con azioni di guerra informatica. E un responsabile della sicurezza del programma atomico iraniano, ha affermato che "è necessario fare attenzione alle minacce cibernetiche provenienti specialmente degli Stati Uniti e Israele, e studiare le contromosse".

(26 settembre 2010)
http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/09/26/news/l_iran_sotto_l_attacco_del_supervirus_stuxnet_task_force_per_proteggere_le_centrali_nucleari-7458914/
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