La NASA perde i contatti con la sonda Deep Impact: doveva fotografare ISON

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in corso La NASA perde i contatti con la sonda Deep Impact: doveva fotografare ISON

Messaggio Da Alaudae il Mar 10 Set - 17:53:54

Dopo aver viaggiato per oltre 7 mila milioni di chilometri nello spazio, la sonda della NASA ha smesso di inviare segnali alla Terra. Come rivela la rivista Nature del 5 settembre, attualmente la sonda è fuori controllo. Deep Impact avrebbe dovuto fotografare ISON a distanza ravvicinata.



Direttamente o indirettamente, la cometa ISON continua a far parlare di sè. Dopo la diffusione in rete di un’immagine nella quale sembra che ISON sia composta da un nucleo in tre parti [Leggi articolo], dagli Stati Uniti arriva la notizia di grossi guai che riguardano la sonda spaziale Deep Impact.

Dopo aver viaggiato per oltre 7 mila milioni di chilometri nello spazio, la sonda della NASA ha smesso di inviare segnali alla Terra. Il problema si è verificato tra l’11 e il 14 agosto, come ha rivelato Micheal A’Hearn dell’Università del Maryland.

Quando si sono manifestati i primi malfunzionamenti, si è prima tentato di impostare la navicella in ‘modalità provvisoria’ e poi di metterla in ‘stand-by’, ma entrambi i tentativi di intervento sono falliti.

Come rivela la rivista Nature del 5 settembre, attualmente Deep Impact è fuori controllo. Gli ingegneri della NASA hanno scoperto un difetto di comunicazione con il software che permette di resettare il computer della sonda.

Ora, si sta cercando di capire come fare per comunicare all’hardware il riavviamento del sistema operativo. Ma si tratta di una ‘missione (quasi) impossibile’, dato che l’orientamento del veicolo, e delle sue antenne, è attualmente sconosciuto.

Si tratta di una corsa contro il tempo, poichè le batterie di Deep Impact si riforniscono dell’energia fornita dai pannelli solari. Se i pannelli della sonda ribelle rimangono orientati verso il Sole, allora le batterie potrebbero durare per alcuni mesi.

Ma se i pannelli sono al buio, allora le batterie potrebbero smettere di funzionare in pochi giorni. Come spiega A’Hearn, una volta che le batterie sono andate, Deep Impact non potrà essere più rianimata.

Lanciata nel 2005, la sonda ‘Deep Impact‘ è stato progettata per lo studio della composizione interna delle comete. In otto anni di vita, la sonda ha compiuto un lavoro straordinario, prolungando una missione che sarebbe dovuta durare solo 6 mesi.

Deep Impact è diventata famosa grazie allo studio effettuato sulla cometa Tempel1.

La missione prevedeva il lancio da parte della sonda di un veicolo spaziale più piccolo, destinato a schiantarsi sulla cometa e osservarne l’impatto.

Qualche minuto dopo l’impatto, la sonda ha oltrepassato il nucleo a una distanza di 500 km, scattando immagini del cratere, della materia fuoriuscita e dell’intero nucleo della cometa. L’esperimento è avvenuto il 4 luglio 2005 ed è stato un completo successo.

Già in fase di progettazione della missione era stata valutata l’opportunità di una sua estensione ed il 21 luglio 2005, la sonda Deep Impact ha eseguito una manovra di correzione di traiettoria per essere indirizzata verso un nuovo obiettivo.

La seconda missione è stata ribattezzata EPOXI. La sonda Deep Impact è stata reimpiegata per l’osservazione di pianeti extrasolari e per lo studio di un secondo corpo cometario, la Cometa Hartley 2 che è stata raggiunta il 4 novembre 2010.


Ma cosa c’entra Deep Impact con ISON?

La prima vittima della disavventura capitata a Deep Impact è stato il desiderio da parte degli scienziati di osservare la cometa ISON, ormai prossima a raggiungere il suo perielio. Questa, infatti, sarebbe dovuta essere la terza missione della sonda.

“Non abbiamo ricevuto nessuna immagine della cometa ISON”, scrive A’Hearn in un aggiornamento sul sito della missione EPOXI. “Le comunicazioni con il veicolo spaziale sono state perse tra l’11 e il 14 agosto.

Il team sta cercando il modo migliore di ripristinare il contatto”. Al momento, comunque, nessuna altra informazione è stata fornita circa la natura del problema.

EPOXI ha ripreso le prime immagini della cometa ISON il 17 gennaio 2013, le quali hanno rilevato che la luminosità della cometa varia su una scala temporale di ore. Successivamente, l’8 marzo, il team di ricerca ha scattato alcune immagini all’infrarosso.

L’ultima finestra utile per l’osservazione diretta della cometa andava dai primi di luglio all’inizio di settembre del 2013, proprio il periodo nel quale si è verificato il malfunzionamento.

A’Hearn non ha specificato se la NASA ha ottenuto delle immagini di ISON nella prima parte di luglio, ma ha sottolineato solo di non aver ricevuto nessuna delle immagini previste. Non è chiaro se sono state scattate e non inviate a Terra, oppure se non sono state ottenute affatto.

La seconda vittima del silenzio di Deep Impact è l’entusiasmo che tutti, scienziati e amatori, avevano riposto nelle immagini ravvicinate della cometa. Se la sonda non riprende la sua attività, potrebbe perdersi l’occasione di osservare da vicino quella che dovrebbe essere una delle comete più spettacolari del secolo.

Inoltre, immagini chiare e ravvicinate svelerebbero definitivamente le anomalie osservare in alcune immagini di ISON, sfatando il mistero che accompagna la cometa.


Le anomalie di ISON

Come segnalato in un posto del 24 agosto, alcune anomalie accompagnano la cometa ISON alimentando le più svariate teorie sulla ‘vera’ natura della cometa. Ignacio Ferrín dell’Università di Antioquia a Medellín, Colombia, ha sottolineato il comportamento peculiare della cometa.

La curva di luce rileva un ‘evento di rallentamento’ caratterizzato da una luminosità costante, senza alcuna indicazione di un suo progressivo aumento, come ci si aspetterebbe dall’avvicinamento al Sole.

Tale rallentamento ha avuto luogo intorno al 13 gennaio 2013. Per 132 giorni dopo tale data e fino all’ultima osservazione disponibile, la luminosità è rimasta costante.

Ad alimentare i dubbi dei blogger è una curiosa immagine disponibile sul sito dell’Hubble Legacy Archive. Andando a questo link, è possibile ammirare un’immagine di ISON scattata da Hubble il 30 aprile 2013.

Come è possibile notare, in alto a sinistra ci sono alcuni comandi: provate a centrare ISON, zoomate un pò e poi scurite l’immagine cliccando su “Darker”. Questo è l’effetto ottenuto:



La Nasa fornisce la spiegazione dell’anomalia a questo indirizzo: http://archive.stsci.edu/hla/ison/ .

Si tratterebbe di una composizione ottenuta da tre immagini diverse di ISON, riprese in posizioni differenti, fino ad ottenere la curiosa immagine di un nucleo centrale con due alette laterali.

Ma a rinfocolare le tesi ‘alternative’, ci sarebbe un’immagine scattata dal satellite geostazionario cinese Tianlian 1, nella quale si mostrerebbe il nucleo di ISON ‘scortato’ da due oggetti sigariformi.



Abbiamo esplorato il sito spacechina.com in lungo e in largo, nella speranza di trovare l’immagine originale scattata dal satellite cinese, ma senza successo. Quindi, i casi sono due: o si tratta di un’immagine fasulla, oppure non siamo stati bravi noi a trovare l’immagine.

Anzi, se qualcuno di buona volontà (con un pò di dimestichezza con il cinese) fosse in grado di trovare l’immagine da qualche parte, potrebbe segnalarci il link giusto per svelare l’arcano che si cela dietro ISON!

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