Esperienze ai confini della morte.

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Sorpreso Esperienze ai confini della morte.

Messaggio Da mauridoss il Gio 27 Set - 17:31:35

Alcuni anni fa comparvero negli Stati Uniti i libri del Dr. Raymond Moody che descrivevano le esperienze di centinaia di pazienti che erano stati dichiarati deceduti, sotto intervento chirurgico o meno, per esempio in attacchi cardiaci acuti o in incidenti stradali ecc.

Con questo atto , coraggioso per quei tempi, il Dr. Moody rischiava la carriera e la reputazione descrivendo episodi che sconfinavano nel paranormale e attirandosi così sia la derisione della medicina accademica, sia un enorme interesse da parte del pubblico, attirato da fatti che - poi si scoprì - avevano sperimentato milioni di persone negli USA e nel resto del mondo.

Incoraggiato dal successo dei suoi libri e anche dal consenso che cominciava a nascere attorno a lui da parte di molti colleghi che avevano visto in tanti loro pazienti le stesse esperienze di cui Moody si interessava, continuò a pubblicare altri scritti nei quali le persone andavano oltre la pura esperienza di morte, ricordando al risveglio anche episodi di vite precedenti.

A questo punto Moody, che era ancora scettico all'atto della pubblicazione del suo primo libro (La vita oltre la Vita) approfondendo le sue ricerche calcolò che giunti all'età adulta circa una persona su 30 aveva avuto esperienze del genere.

Da notare due cose: le esperienze "perimortali" come le chiamerò da adesso erano ricche di particolari pressocchè identici in TUTTE le esperienze e quindi catalogabili in almeno dieci gruppi diversi a seconda della ricchezza di eventi raccontati dal paziente. Inoltre la maggior parte dei soggetti che le avevano avute, dopo i primi entusiastici tentativi di raccontarle, si trovavano davanti un muro di incredulità e derisione, per cui decidevano di non parlarne con alcuno.

Io ho avuto la "fortuna" di avere un amico intimo che, durante la mia prima lettura del primo testo di Moody (tutti i suoi testi sono reperibili su Amazon,NdR), La Vita oltre la Vita, senza aver mai letto i testi di Moody un giorno stimolato da una mia domanda (sapevo da un amico comune che aveva avuto strane esperienze dopo un grave incidente automobilistico) si mise a raccontarmi punto per punto tutta l'esperienza che aveva provato dal momento dell'incidente in poi.

Per cui, invitandovi a leggere i testi di Moody e di Weiss (disponibili sempre su Amazon), vi lascio ai loro racconti.

Quella che sotto voglio descrivere è la esperienza del mio amico Fulvio che vi accompagnerà nella incredulità della prima lettura di Moody, della quale contiene la maggior parte dei fenomeni. Se poi alcuni di voi che leggete vi riconoscerete in questa esperienza, fate un commento descrivendo la vostra!

Ecco la esperienza del mio amico Fulvio, parola per parola, raccontata in prima persona:

Maurizio (io..): Fulvio, ricordo che avesti un brutto incidente sulla superstrada anni fa. Elvio (un amico comune) mi ha detto che hai avuto una esperienza molto intensa in quel momento... (La conversazione al tavolo della mia sala da pranzo davanti ad un buon amaro digestivo!).
Fulvio:" GGuarda Maurizio, una roba da non credere. Non ne parlo mai perchè mi prendono per pazzo ma se vuoi te la posso raccontare, so che mi conosci e la prenderai seriamente. Andavo a 140 (Km/h !) con la mia ragazza sulla superstrada e ho perso il controllo della macchina dopo la grande curva che ti porta sul Carso (parliamo di Trieste, NdR). Ho provato a riprendere il controllo ma ho trovato ghiaia sull'asfalto e siamo finiti contro un albero.Sbam, dritti contro. Mi ricordo che stranamente mi trovavo fuori dalla macchina e stavo cercando di rassicurare la mia ragazza che io stavo bene e che presto sarebbe venuta l'ambulanza. Aveva tutte e due le ginocchia incstrate sotto il cruscotto e il muso della macchina non esisteva più. Poi mi accorgo che lei non mi sentiva e guardando mi vedo seduto al volante, con la testa piegata in avanti, immobile. Guardo il mio corpo e mi vedo fuori dalla macchina tutto intero. In quel momento, anche se provavo una grande calma, mi sono reso conto che doveva essere successa una cosa molto grave. Lei continuava a urlare il mio nome, il mio corpo non si muoveva mentre io ero allo stesso tempo fuori dall'auto, in piedi accanto a lei. Ho visto arrivare i pompieri e l'ambulanza. Ho tentato di parlare con i pompieri e con i medici, ma nessuno pareva accorgersi della mia esistenza. Allora mi misi a guardare e basta.
Estrassero dall'auto la mia ragazza che aveva entrambi le ginocchia fratturate e la misero stesa sul lettino dell'Ambulanza. Ne arrivò un'altra dove, estratto il mio corpo dall'auto, mi sistemarono su un lettino con un lenzuolo fin sopra la testa. Cominciai a capire che ero in uno stato diverso da quello vivente, ma il pensiero per la mia ragazza mi preoccupava di più, così salii sulla sua ambulanza che prese a correre verso l'Ospedale.

Accadde durante il tragitto: ad un certo punto tutto fu avvolto da una nebbia luminosa e io non vidi più l'ambulanza, ma mi trovai dentro un fluido come se stessi nuotando dentro una piscina con l'acqua scura. Sentivo che attorno vi erano delle pareti che io però non sfioravo e mi sentivo risucchiato verso un punto luminoso che si ingrandiva sempre di più.

Alla fine mi trovai davanti ad una luce accecante e non potevo vedere l'Essere che mi parlava, ma sentivo dentro una sensazione di timore mista a una immensa benevolenza da parte dell'Essere di Luce.

Sentii dentro me una voce forte, autoritaria, ma benevola che mi chiese semplicemente: "HAI AMATO NELLA TUA VITA?"
Io risposi che non sapevo, che forse non ne avevo avuto il tempo.

La Voce mi disse:

"TI SARA' DATO UN TEMPO"

Appena sentite queste parole, dallo stato di grazia e insensibilità nel quale mi trovavo, mi sentii ripiombare dentro il mio corpo. Sentii un dolore indescrivibile a tutto il torace e alla testa, e non mi potevo muovere. Solo con le mani e la testa potevo smuovere il lenzuolo che ancora mi copriva. Sentii voci spaventate attorno a me ed accorsero degli infermieri che mossero la barella e mi portarono in una sala, piena di luce.

Sentii un medico dire: ma non era morto all'impatto questo qui?!

Gli infermieri non sapevano cosa pensare, e mi portarono in terapia intensiva . Stetti in Ospedale quattro mesi prima di uscire""

BENE, queste sono le esatte parole di Fulvio. La diagnosi era: Decesso immediato da incidente della strada dovuto a trauma cranico. Si nota sfondamento di sette costole toraciche, pnumotorace sinistro, frattura della 12' vertebra dorsale e della 1' e 2' lombare. Si predispone invio in Obitorio.

Fulvio si sposò e il secondo figlio nacque gravemente pretermine con gravissimi danni cerebrali da ipossia post-partum alla 28' settimana di gravidanza.
Fulvio lasciò il suo lavoro - era un tecnico specialista e viaggiava in tutto il mondo con un preavviso di poche ore, guadagnava negli anni '90 6 milioni al mese netti. Scelse un lavoro pagato 1,5 milioni al mese come macchinista delle caldaie del nosocomio. Fece turni di 36 ore per guadagnare qualcosa in più dopo essersi rifiutato di staccare la spina del ventilatore a suo figlio alla 30' settimana di gravidanza, contro il parere dei medici. Nacque un figlio gravemente menomato che Fulvio curò con tutto il suo amore fino alla morte avvenuta all'età di sei anni.

Visse ancora otto anni poi morì cinque anni fa sotto intervento per aneurisma dissecante dell'aorta, qui a Trieste.

Fulvio ebbe un TEMPO PER AMARE.


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Sorpreso Re: Esperienze ai confini della morte.

Messaggio Da Alaudae il Gio 27 Set - 19:12:31

"HAI AMATO NELLA TUA VITA?": segno che "dall'altra parte" non hanno l'esatta percezione di com'è la vita sulla Terra, non hanno l'esatta percezione della fase materiale dell'esistenza e della sua coesistenza con il Male.
il tempo-per-amare è consistito essenzialmente in un figlio menomato ed in una morte prematura dopo avere dedicato il resto della sua vita al figlio infelice per vederlo poi morire a 6 anni. persino io avrei saputo immaginare un tempo per amare meno tragico di questo.

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Sorpreso L'Essere di Luce e altro...

Messaggio Da mauridoss il Gio 27 Set - 20:40:33

Si Alaudae,comprendo perfettamente il tuo punto di vista perchè penso di conoscere almeno un po' il tuo pensiero sul mistero del bene e del male.
Io mi sono limitato a riferire, senza cambiare una parola che ne alterasse il senso, il racconto in prima persona del mio amico Fulvio. Permettimi di non convenire con te alla domanda fatta dall'Essere di luce: io personalmente ritengo che questa Entità (chiamata con vari nomi da chi ha avuto questa esperienza: Buddha, Cristo, Hallah ecc. per altre religioni) faccia questa domanda non perchè Egli non sa la differenza tra il bene e il male per quel soggetto, ma bensì per rendere consapevole la Persona della diciamo qualità, dello spessore umano, della empatia che lui possa aver avuto nella sua esistenza terrena.Molti infatti vivono "alla superficie" reagendo solo o quasi con l'istinto agli avvenimenti della propria vita. Essere uomo adulto e consapevole ritengo sia essere cosciente che ci sono scelte di vita che porteranno del bene, che completeranno la tua vita e altre che potrebbero impoverirla e distruggerla. Questa non-conoscenza (l'altra domanda abituale secondo Moody è proprio"hai conosciuto la tua vita?") può cambiare radicalmente le sorti tue e di tutte le persone che a qualunque titolo passeranno attraverso la tua esistenza, segnandola con gioie o con dolori.
Riguardo al "Ti sarà dato un Tempo" beh... per chi è immerso nella Fede Cristiana come me e come Fulvio la sofferenza ha un valore immenso poichè ti avvicina alla Passione di Cristo e alla Sua Resurrezione, cosa questa chiamata dallo stesso San Paolo "scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani". Ma qui certo ci vorrebbero due comode poltrone in pelle, un caminetto acceso, un sabato sera e una buona bottiglia di Jack Daniels per fare le ore piccole parlandone assieme e mettendo sul tavolo da gioco le carte della propria vita... chissà che un giorno questo non avvenga davvero? ne sarei felice.
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Sorpreso Re: Esperienze ai confini della morte.

Messaggio Da Alaudae il Gio 27 Set - 20:58:22

Ma qui certo ci vorrebbero due comode poltrone in pelle, un caminetto acceso, un sabato sera e una buona bottiglia di Jack Daniels: vedo che hai colto il nocciolo della questione: sarebbe impegnativo parlarne con un buon bicchiere di Bourbon in mano...figuriamoci davanti a una asettica tastiera

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Sorpreso Re: Esperienze ai confini della morte.

Messaggio Da mauridoss il Gio 27 Set - 21:17:49

oh YEAH ! Senti, io vengo a Roma spesso perchè ho parenti... la prossima volta ti avviso per tempo, la bottiglia di JD la porto io... tu metti il ghiaccio e le poltrone!
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Sorpreso Re: Esperienze ai confini della morte.

Messaggio Da Alaudae il Gio 27 Set - 21:28:28

mauridoss ha scritto:oh YEAH ! Senti, io vengo a Roma spesso perchè ho parenti... la prossima volta ti avviso per tempo, la bottiglia di JD la porto io... tu metti il ghiaccio e le poltrone!

va bene ma non sarò nell'Urbe prima della fine dell'anno

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Sorpreso Re: Esperienze ai confini della morte.

Messaggio Da Ospite il Mer 10 Ott - 18:17:23

L'aldilà esiste»: parola di neurochirurgo
Eben Alexander, affermato medico di Harvard, racconta in un libro di imminente uscita la sua esperienza di vita oltre la vita

Eben Alexander
MILANO - Il professor Eben Alexander era sempre stato scettico a proposito di vita ultraterrena e dei racconti di esperienze extracorporee che gli venivano fatti dai suoi pazienti. Ma da quando nel 2008 rimase in coma sette giorni a causa di una rara forma di meningite la sua opinione è parecchio cambiata. La sua storia è finita sulla copertina di Newsweek, ma anche in un libro intitolato significativamente "Proof of Heaven" ("La prova del paradiso", che uscirà il 23 ottobre), e racconta di un'esperienza durante la quale il medico cinquantottenne ha visitato quello che lui stesso definisce un luogo «incommensurabilmente più in alto delle nuvole, popolato di esseri trasparenti e scintillanti».
TRA LA VITA E LA MORTE - Una mattina dell'autunno del 2008 Alexander si svegliò con un feroce mal di testa e di lì a poco venne ricoverato d'urgenza in uno degli ospedali dove aveva lavorato, il Lynchburg General Hospital in Virginia. Qui gli venne diagnosticata una meningite batterica da Escherichia Coli, una patologia tipica dei neonati, che in poche ore lo condusse al coma. Per sette giorni il neurochirurgo statunitense rimase tra la vita e la morte e le frequenti TAC cerebrali e le accurate visite neurologiche dimostrarono una totale inattività della sua neocorteccia (nell'uomo rappresenta circa il 90 per cento della superficie cerebrale e viene considerata la sede delle funzioni di apprendimento, linguaggio e memoria).

LA PROVA DEL PARADISO - Ma mentre Eben Alexander giaceva immobile e privo di conoscenza, sperimentava anche un vivido e incredibile viaggio destinato a cambiare la sua esistenza. Tutto ha avuto inizio «in un mondo di nuvole bianche e rosa stagliate contro un cielo blu scuro come la notte e stormi di esseri luminosi che lasciavano dietro di sé una scia altrettanto lucente». Secondo Alexander catalogarli come uccelli o addirittura angeli non renderebbe giustizia a questi esseri che definisce forme di vita superiore. In questa dimensione, arricchita da un canto glorioso, l'udito e la vista sono diventate un tutt'uno. Come ha raccontato a Newsweek il medico americano: «potevo ascoltare la bellezza di questi esseri straordinari e contemporaneamente vedere la gioia e la perfezione di ciò che stavano cantando».

MILIONI DI FARFALLE - Per buona parte del suo viaggio Alexander è stato accompagnato da una misteriosa ragazza bionda dagli occhi blu, che l'uomo racconta di avere incontrato per la prima volta camminando su un tappeto costituito da milioni di farfalle dai colori sgargianti. Nella memoria del neurochirurgo la giovane aveva uno sguardo che esprimeva amore assoluto, ben al di sopra di quello sperimentabile nella vita reale, e parlava con lui senza usare le parole, inviando messaggi «che gli entravano dentro come un dolce vento». Eben Alexander ne ricorda tre in particolare. Il primo era «tu sei amato e accudito», poi «non c'è niente di cui avere paura» e infine «non c'è niente che tu possa sbagliare». Ma l'accompagnatrice del medico aggiungeva anche: «Ti faremo vedere molte cose qui. Ma alla fine tornerai indietro».

UN UTERO COSMICO - Proseguendo il cammino l'autore di Proof of Heaven è infine giunto in un vuoto immenso, completamente buio, infinitamente esteso e confortevole, illuminato solo da una sfera brillante, «una sorta di interprete tra me e l'enorme presenza che mi circondava. È stato come nascere in un mondo più grande e come se l'universo stesso fosse un gigantesco utero cosmico. La sfera mi guidava attraverso questo spazio sterminato». Non si tratta certamente del primo caso di quello che gli anglosassoni chiamano Near Death Experience (esperienze ai confini della morte), ma di certo turba il fatto che a raccontarla sia un affermato docente di neurochirurgia, da sempre dichiaratosi scettico al proposito. «Mi rendo conto di quanto il mio racconto suoni straordinario, e francamente incredibile - ha dichiarato Eben Alexander -; se qualcuno, persino un medico, avesse raccontato questa storia al vecchio me stesso, sarei stato sicuro che fosse preda di illusioni. Ma quanto mi è capitato è reale quanto e più dei fatti più importanti della mia vita, come il mio matrimonio o la nascita dei miei due figli».

http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/12_ottobre_10/neurochirurgo-aldila-meningite_4975a086-12d8-11e2-9375-5d5e6dfabc1a.shtml
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Sorpreso Re: Esperienze ai confini della morte.

Messaggio Da Alaudae il Mer 10 Ott - 19:16:29

bello. comunque se io fossi "di là" avrei più timore di un viaggio ai confini della vita di quanto ne abbia ora di uno ai confini della morte

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Sorpreso Re: Esperienze ai confini della morte.

Messaggio Da Arconte Segugio il Gio 11 Ott - 8:14:36

Io ho invece un'altra paura.
Secondo il principio del "nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma" (Antoine Lavoisier), quando il mio corpo smetterà di funzionare e la mia "energia" si trasformerà in qualcos'altro di non fisico, spero che non ci siano delle entità dedite ad ingannarci per portarci sulla loro strada.
Nel senso, se io devo tornare ad essere un tuttuno con l'universo, ma in questo viaggio qualcuno mi ingannasse come potrei saperlo? Chi mi dice che l'essere coi capelli biondi e gli occhi azzurri non voglia assimilare la mia energia? Sono certo che dopo la morte fisica c'è altro, ma spero di trovare le verità e le libertà che in questa esistenza ci vengono negate.

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Che cos'è la pazzia, se non solo un diverso rapporto di quantità tra A e B?
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